Etico è ciò che rispetta la dignità dei soggetti fotografati. Il rischio è che nel fare “belle foto” si valichino confini delicati.
Le fotografie devono essere le più naturali possibile, senza alterare quegli equilibri che, seppur apparentemente indistinguibili ad occhio inesperto, possono creare conseguenze nel comportamento degli animali.
La fotografia è, di per sé, sempre invasiva perché usa tecnicismi ad essa estranei ma ritengo questa “intrusione forzata” si possa ridurre al minimo, purché vi sia consapevolezza. É come colui che si incammina per un sentiero in un bosco di montagna verso una meta. Incondizionatamente sarebbe bene che nessuno oltraggiasse tanta bellezza ma anche noi siamo esseri che possiamo presenziare perché ne facciamo parte.
La fotografia è un ambito più tecnico che viene gestito sapientemente dagli scienziati e dagli operatori sul campo per effettuare sondaggi o ricerche. Egualmente questo può essere fatto dal fotografo naturalista. É un percorso lento e delicato e presuppone, quindi, un approccio scientifico, vale a dire conoscere tutto ciò che ruota attorno all’animale che vogliamo fotografare per sapere quali sono i limiti che ci dobbiamo prefissare per evitare comportamenti non adeguati.

Il mimetismo è fondamentale ma questo non giustifica un eccessivo avvicinamento. Si consiglia di usare teleobiettivi ed ingrandire maggiormente il soggetto in editing. É meglio ottenere primi piani in questo modo.
Gli animali non vanno ingannati con cibo o richiami, per evitare comportamenti non spontanei. Evitare inoltre quei momenti delicati che la natura possiede per preservare la propria armonia, come i periodi di riproduzione.
L’ osservazione responsabile è un requisito importante a scapito, spesso, dell’immagine perfetta. Per tale ragione mi sto avvicinando al Digiscoping.
Questa tecnica offre la possibilità di fotografare da notevoli distanze con l’utilizzo di un cannocchiale. Il risultato è evidente. Nessun animale manifesta la presenza dell’uomo, non vi sono sguardi che si volgono verso il fotografo, spostamenti o involi spiacevoli per il disturbo provocato. Questo vale per ogni altra forma vivente come insetti, invertebrati, piante, funghi etc…
L’impiego di obbiettivi 50/90 mm per microfotografia creano inevitabilmente disturbo agli insetti nel momento della impollinazione o durante le loro interazioni, come pure l’uso di potenti flash può essere dannoso. Sarebbe consigliabile servirsi di piccoli zoom, sfruttando il più possibile la luce naturale così apprezzata e piacevole per la varietà dei contrasti. La stessa attenzione va condotta ogni qualvolta ci introduciamo in un’oasi naturale. È importante seguire le regole spesso indicate dai cartelli, non uscire dai sentieri, non calpestare il sottobosco, non raccogliere fiori, piante ed ogni altro tipo di vegetazione.

Pertanto, il rispetto di ciò che la natura ci offre deve stare sempre al di sopra del nostro scatto. Importante avere la consapevolezza che, se per qualche ragione, la nostra presenza è invasiva, è consigliabile rimandare la sessione fotografica.
Non dobbiamo essere propugnatori di false immagini facendo credere ciò che non era vero o spostandole dal contesto per esigenze meramente personali.
La foto dev’essere un racconto per erudire, per avvicinare le persone al rispetto della natura, non ha lo scopo di affermare le nostre capacità.
La bella foto giunge a caso, quando meno ce l’aspettiamo, è la natura ad offrircela, essa segue il proprio corso. Non dobbiamo quindi precorrere i tempi, la natura ci chiede pazienza, silenziosa osservazione.
Marzo 13, 2026